martedì 20 dicembre 2011

La SOCIETÀ ITALIANA PER LA PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI



La SOCIETÀ ITALIANA PER LA PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI ONLUS (SIPBC ONLUS), fondata il 18 aprile 1996 a Viterbo, è un'organizzazione d'interesse nazionale, non governativa, politicamente neutrale, costituita esclusivamente da volontari che, gratuitamente, dopo aver adempiuto ai propri doveri civici e di stato, si pongono a disposizione della comunità per:
  • diffondere,attraverso convegni, seminari, incontri, in sinergia con analoghi organismi e riferimenti istituzionali, i principi contenuti nelle Convenzioni per il rispetto e la salvaguardia dei Beni Culturali, da qualsiasi rischio, in tempo sia di pace sia di conflitti armati, secondo il quadro sancito dall'UNESCO e ratificato dall'Italia;
  • adottare le iniziative possibili per qualificare la coscienza collettiva culturale e sensibilizzare l'opinione pubblica nella tutela del patrimonio dell'Umanità, per evitarne il depauperamento ed il degrado ed assicurarne il trasferimento, integro, alle future generazioni;
  • promuovere l'educazione in materia di tutela e valorizzazione dei Beni Culturali;
  • sostenere le strutture competenti, a livello nazionale e locale, attraverso raccomandazioni ed interventi, nello svolgimento dei loro compiti, nell'ambito della salvaguardia dei Beni Culturali;
  • assicurare al Dipartimento della Protezione Civile la massima collaborazione in caso di calamità;
  • garantire i collegamenti con analoghe associazioni estere per confronti su esperienze tecniche e pratiche.
La Società  si sostiene con le quote dei soci e con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività  Culturali ai sensi della L.534/96.
Fa parte, insieme ad altre Società Europee, della Lega Internazionale per la Protezione dei Beni Culturali con lo scopo di indirizzare lo sforzo di tutti verso comuni obiettivi.
Ha la sua Sede presso l'Istituto Internazionale di Diritto Umanitario (IIDU) - International Institute of Humanitarian Law (IIHL) di Sanremo.

lunedì 19 dicembre 2011

La politica dei prestiti contro l’acquisto illegale delle antichità


Grazie ai nuovi accordi tra Italia e USA, mostre e collaborazioni con musei e università americane
In prestito l’Ermafrodito dormiente al Museum of Fine Arts di Boston fino al 2012


Un anno fa, su queste pagine, ci siamo occupati del processo contro Marion True, la curatrice del Paul Getty Museum di Los Angeles, la cui carriera è stata compromessa dalle pesanti accuse di ricettazione aggravata e associazione a delinquere con diversi noti mercanti d’arte, italiani e stranieri. Il caso True è certamente il più noto, non solo perché ha coinvolto un grande museo ma anche perché le indagini dell’autorità giudiziaria italiana hanno fatto emergere solo la punta di un iceberg, l’affioramento di ciò che, si è capito subito, era un’imponente organizzazione internazionale finalizzata alla ricettazione e al traffico internazionale di opere d’arte e di reperti archeologici. Le proporzioni di tale mercato criminale era tale che, nell’arco di quarant’anni, il nostro patrimonio archeologico ha subito la sottrazione di centinaia di migliaia di oggetti. L’atteggiamento inflessibile dell’Italia nei confronti di tali illeciti, ha indotto i musei americani ad adeguare il più possibile le politiche di acquisizione delle antichità alla Convenzione UNESCO del 1970, concernente le misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali, ma c’è ancora molto da fare. Ad un anno dalla fine del processo True (che, ricordiamo, purtroppo non ha portato a nessuna condanna a causa della decorrenza dei termini), i direttori e i curatori dei musei americani cominciano a porsi delle domande per cercare di capire come uscire da una situazione di ambiguità che per anni è stata tacitamente accettata da alcuni di loro e che ha arrecato un danno a tutta la categoria. E’ stata messa a rischio, infatti, la questione della stessa sopravvivenza dei musei, perché la pubblicità negativa dovuta alla restituzione dei manufatti illecitamente acquisiti, ha avuto delle conseguenze anche sull’interesse degli investitori a finanziare i musei. I direttori e i curatori americani, inoltre, non vogliono più lavorare in un clima di paura a causa degli errori compiuti in passato; temono per la loro stessa reputazione professionale che potrebbe essere compromessa da eventuali azioni penali messe in atto contro di loro da parte di paesi esteri. In ogni caso, il loro stesso lavoro rischia delle ripercussioni: le collezioni di antichità che hanno al loro interno elementi di dubbia provenienza potrebbero rimanere bloccate per anni e quindi sarebbe più difficile continuare a svolgere le normali attività di curatela. La speranza, pertanto, è che si assicurino al più presto condizioni favorevoli di cooperazione internazionale per tornare alla normalità. Alcuni passi sono stati compiuti: già nel 2001 è stato redatto il Memorandum d’intesa tra il Governo degli Stati Uniti d’America e il Governo della Repubblica italiana circa l’imposizione di limitazioni all’importazione ed esportazione di categorie di materiale archeologico databile ai periodi italiani preclassico, classico e della Roma imperiale (MOU). Il MOU è stato poi rinnovato nel 2006 e nel 2011, ed ha incluso anche la prolungabilità di prestiti di lunga durata di beni del patrimonio culturale nazionale a Istituzioni museali degli Stati Uniti, estendendola, in casi particolari, dai quattro agli otto anni. In questa circostanza sono stati stipulati anche molti accordi di collaborazione con i maggiori musei e università americane. Al momento è in corso la grande mostra “Aphrodite and the Gods of Love”, presso il Museum of Fine Arts di Boston, che espone capolavori come L’Ermafrodito dormiente ed altri provenienti dal nostro Paese, che resteranno in prestito negli Stati Uniti fino all’estate del 2012. La mostra è stata organizzata grazie ad un accordo che ha previsto la restituzione di tredici manufatti, esportati illegalmente negli USA. Parallelamente anche il Paul Getty Museum ha firmato, nel febbraio 2010, un importante accordo di collaborazione culturale a lungo termine con la Sicilia. Sia il Getty che il Cleveland Museum of Art hanno in programma una mostra, nel 2013, sull’arte classica ed ellenistica della Sicilia. Le premesse per un miglioramento dei rapporti tra Italia e Stati Uniti sul fronte della lotta al traffico di antichità, sembrano buone, sperando che i curatori americani non si facciano sedurre nuovamente dal desiderio di acquistare ad ogni costo con l’alto rischio di attrarre mercanti d’arte senza scrupoli: il timore viene ascoltando le parole del curatore della sezione di arte greca e romana del Cleveland Museum of Art, Michael Bennett, il quale ha asserito: “loans are wonderful, but ownership is better”, “i prestiti sono meravigliosi, ma la proprietà è ancora meglio”. In ogni caso ormai sarà più difficile continuare a percorrere la via delle acquisizioni a tappeto senza prudenti verifiche, grazie alla stessa opinione pubblica americana che ha disapprovato queste condotte, ampiamente criticate anche da buona parte della stampa; a questo proposito, ricordiamo il successo del libro dossier “Chasing Aphrodite” dei due reporters del Los Angeles Times, Jason Felch e Ralph Frammolino, incentrato sul recupero della famosa Venere di Morgantina, contesa dall’Italia al Paul Getty Museum. Il lavoro dei magistrati italiani è stato molto apprezzato dagli americani: il magistrato Paolo Ferri, cui si devono tutte le indagini giudiziarie contro i trafficanti d’arte degli ultimi vent’anni, è stato premiato la scorsa estate dall’associazione americana ARCA (Association for Research into Crimes against Art). Un riconoscimento che premia il rigore italiano e che fa sperare in un futuro di più ampie e migliori collaborazioni nella lotta al traffico di antichità.

Caterina Pisu (ArcheoNews, Editore Magna Graecia, dicembre 2011)

giovedì 15 dicembre 2011

National Museums: New Studies from Around the World

Edited by Simon Knell, Peter Aronsson, Arne Amundsen



This book is the outcome of Eunamus and the NaMu program's six international workshops.
From the publishers presentation:
"National Museums is the first book to explore the national museum as a cultural institution in a range of contrasting national contexts. Composed of new studies of countries that rarely make a showing in the English-language studies of museums, this book reveals how these national museums have been used to create a sense of national self, place the nation in the arts, deal with the consequences of political change, remake difficult pasts, and confront those issues of nationalism, ethnicity and multiculturalism which have come to the fore in national politics in recent decades.
National Museums combines research from both leading and new researchers in the fields of history, museum studies, cultural studies, sociology, history of art, media studies, science and technology studies, and anthropology. It is an interrogation of the origins, purpose, organisation, politics, narratives and philosophies of national museums." 

From: Eunamus

mercoledì 14 dicembre 2011

Museum Analytics



Museum Analytics is an online platform for sharing and discussing information about museums and their audiences. For each museum there is a daily updated report with information about online and offline audiences. These reports are an essential tool for communication departments to evaluate and understand their progress.
See - for example - the report generated for the Van Gogh Museum.
Weekly, monthly or annual reports with information about museums are sent by email. You can subscribe to receive a report on the page of a specific museum, city or country. We will never spam you. The emails will only contain the requested information and you can always stop receiving them. We are curious to hear your opinion and feedback. Feel free to contact us at info[at]museum-analytics.org.

The power of a strong community

One of the most powerful aspects of Museum Analytics is the fact that many great museums are brought together online. Information about more than 3000 museums is already included and the list is still growing. Museum Analytics has the potential to make the worldwide presence of museums and their impact on our daily lives visible. We believe that transparency empowers the museum community by making its presence in the world clear. We would like to instigate the use of open data and open standards. Do you know a museum with an open API or using microformats? Please let us know, we would be interested in expanding Museum Analytics to include other types of information.

Standing on the shoulders of giants

For several years, the information that is now being collected on a daily basis was published in a scattered manner. Some of the references that directly or indirectly have led to the development of Museum Analytics are listed here:
These initiatives were important precedents that led to the development of Museum Analytics where all this information is finally cohesively presented and contextualized.

Acknowledgements

We would like to thank the following individuals for beta testing an early version of Museum Analytics:
  • Annelies Termeer, Eye
  • Hein Wils, Stedelijk Museum
  • Ilse van Zeeland, Naturalis
  • John Stack, Tate
  • Kirstie Beaven, Tate
  • Lotte Baltussen, Beeld en Geluid Instituut
  • Matt Morgan, Metropolitan Museum of Art
  • Michel Langendijk, Virtueel Platform
  • Museum Nerd
  • Museum Sukkel
  • Nancy Proctor, Smithsonian Institution
  • Nate Solas, Walker Art Center
  • Nik Honeysett, Getty center
  • Patricia Villanueva Illanes, Laboral
  • Petra van der Ree, The Netherlands Architecture Institute
  • Rachel Clements, Imperial War Museum
  • Sandra van Dongen, Museum Boijmans Van Beuningen
  • Sean Redmond, Solomon R. Guggenheim Museum
  • Susan Hazan, Israel Museum
  • Vera Bartels, Museum Boerhaave
  • Victor Samra, Museum of Modern Art
Museum Analytics has been initiated by INTK in the Netherlands. INTK researches and develops online strategies primarily for cultural organizations and creates critical interventions that reflect on art, technology and society. Feel free to contact us at rui[AT]intk.com

International Museum Day 2012

Museums in a Changing World. New challenges, New inspirations.



The worldwide community of museums will celebrate the 35th anniversary of International Museum Day around 18 May, 2012.
In 2012, Museums in a Changing World. New Challenges, new inspirations is the theme of International Museum Day. Today, the world is changing faster than ever. New technology delivers new ideas, gigabytes of information, news of an increasingly unstable climate.
International Museum Day will allow its visitors to wonder about the role of museums in our new society, in the era of new media, and to discover and rediscover how museums are looking to the future in terms of sustainable development.
The International Council of Museums (ICOM) established International Museum Day in 1977 to encourage public awareness of the role of museums in the development of society. Momentum has been rising unabated ever since. In 2011, International Museum Day garnered record breaking participation with almost 30,000 museums hosting events in more than 120 countries.
Visit the International Museum Day 2012 official website http://imd2012.icom.museum

venerdì 9 dicembre 2011

Il Vaso François: in un dvd il mito diventa cartoon

Il documentario animato presentato al Museo archeologico fiorentino. E' il più grande cratere attico a figure nere esistente al mondo

di GAIA RAU
 
Uno dei reperti più importanti della storia dell'archeologia diventa un cartoon, destinato ad adulti e bambini. E' "Il Vaso François, il mito dipinto", dvd didattico presentato lunedì al Museo archeologico fiorentino e dedicato al suo pezzo forte: il più grande cratere attico a figure nere esistente al mondo (66 centimetri di altezza per 180 di circonferenza), rinvenuto a Chiusi nel 1845 dall'archeologo Alessandro François, di cui ha ereditato il nome, e oggi ammirato da migliaia di visitatori.

Il video, della durata di 43 minuti, mescola la tecnica classica del documentario a quella, innovativa, dell'animazione in 3D. Accompagnate da una voce fuori campo, le figure dipinte sul vaso si staccano dallo sfondo per diventare personaggi animati come quelli di un cartone, dando ai miti raccontati, a cominciare da quello delle nozze di Peleo e Teti, la veste di un film di animazione.

Il progetto, realizzato da Techvision Sistemi Multimediali srl in collaborazione con Mibac e Soprintendenza ai beni architettonici della Toscana, è stato ideato dalla direttrice del museo, Giuseppina Carlotta Cianferoni, che spiega: "Si tratta di un prodotto innovativo per comunicare meglio l'archeologia. Il Vaso François con le sue figure rappresenta una sorta di 'summa' della mitologia greca. Realizzato probabilmente su commissione per un grande signore etrusco dal vasaio Ergotimos e dal pittore Kleitias, che vi hanno lasciato la loro firma, il suo scopo era quello di trasmettere la conoscenza dei miti ai contemporanei. Lo stesso obiettivo che ha oggi il nostro documentario".

Il dvd sarà acquistabile dai prossimi giorni nei bookshop del museo di piazza Santissima Annunziata e dei principali musei archeologici italiani oltre che nelle edicole e librerie fiorentine. Prossimamente, inoltre, verrà diviso in capitoli e proiettato nella sala del Vaso grazie a un apposito totem.
Tratto da La Repubblica

domenica 4 dicembre 2011

Louvre museum looks for cooperation with India



New Delhi: The Louvre Museum in Paris, considered one of best and the biggest art repositories in the world, is looking to establish long-term partnerships with Indian art and culture. "The museum has recently entered into an art partnership with the Forbidden City in China - a living monument and museum. It will like to open similar artistic exchanges with museums and private art houses; and set up art education projects in India," Louvre president Henri Loyrette said in an interaction in the capital. The 59-year-old is on a reconnaissance tour of India for the first time in the last 10 years since he took over as the president of the Louvre in 2001. He was accompanied by Herve Barbaret, the general manager of the Louvre, and special adviser Benoit de Saint-Chamas. Loyrette and his team visited Mumbai early this week and met union Culture Minister Kumari Selja in the capital Friday. "All of us agreed that we should do something which is long-term -- like renovating some of the museums. I wanted to know what India exactly required," Loyrette said. "Before the summer, you will see something happening between India and the Louvre," he said. The Louvre has been drawing increasing number of Indian visitors every year -- mostly tourists and collectors, who have no idea of European art. "Of the 8.8 million visitors this year, 65 per cent of the visitors were foreigners and the rest French," Loyrette said. "Forty per cent of the visitors are below 26 years of age," he added. The Louvre museum, the first museum in the world was founded in 1793 - as an archive for the masses - with a collection of artifacts which spans all countries in the Americas (North and South), Europe and Asia. The museum is known for its iconic works like the Mona Lisa, Venus de Milo and the Victory of the Samothrace. It has one of the largest collections of European art till the 19th century and is a vibrant exhibition venue hosting 15-16 exhibitions annually at different spaces inside the museum and outside at public places. "Over the years, the museum has been taking itself to the masses, working in prisons to allow inmates enjoy good art, and acting as a tool of cultural exchange in more than 70 countries worldwide," said the Louvre president. "We are focusing on the emerging countries. In Abu Dhabi, we are helping the authority design a French style cultural centre. We are involved in projects in Singapore, Hong Kong, Taiwan, Sudan, Brazil, Egypt and China. India with its rich history of art cannot be neglected," Loyrette told IANS. In Sudan, the museum is supporting excavations, he added. "The museum currently connects to India with a big collection of Mughal era miniatures and jewellery. It is a small part of a deep civilisiation - but significant," Loyrette said. The museum has worked with contemporary Indian artists - Anish Kapoor and Subodh Gupta, who have sculpted installation and multi-media art works commissioned by Louvre, the president said. This year, the embassy of France, the Louvre and the India Art Fair have launched an Indo-French collector`s exchange programme at the January 2012 India Art Fair. France will send three of top collectors to India during the summit on a familiarisation trip and to tour the museums and galleries. Three top collectors from India will go France in mid-2012 to prospect the European art market and acquaint themselves with European art. "This will open up the market and make Indian art accessible abroad and vice-versa," founding director of India Art Fair Neha Kirpal said. Kirpal hosted the president of Louvre to a soiree Dec 3. According to French ambassador Francois Richier, "The maiden visit of the Louvre museum to India is an important step towards furthering the dialogue between cultures and civilisations of India and France".